In questa sezione trovi le principali notizie e aggiornamenti normativi in materia di ambiente e sicurezza sul lavoro.
On line il nono numero di iNews
Per l’Inail il 2025 si è chiuso due volte. Il primo bilancio, circolato a inizio anno, contava per i lavoratori 1.085 denunce mortali contro le 1.077 del 2024, otto in più. La Relazione annuale presentata il 22 settembre dal presidente Fabrizio D’Ascenzo ne conta 1.189, trentasette in meno di un anno prima, dopo che anche la base del 2024 è stata rivista. Gli eventi sono gli stessi, mentre il segno della variazione si è capovolto perché nel frattempo le pratiche sono state completate e classificate. Lo stesso metro vale per i numeri del primo semestre 2026, 342 decessi in occasione di lavoro contro 357, meno 4,2 per cento, rilevati al 30 giugno e destinati a essere ridefiniti. In Basilicata le denunce mortali passano da otto a zero, un esito che il consolidamento potrebbe ancora ritoccare e che chiede la prudenza dovuta a ogni dato provvisorio. Vale per le statistiche e vale, con conseguenze ben più concrete, per i singoli casi. Lo mostra bene l’articolo di copertina di questo numero di settembre, dedicato agli infortuni a scuola. Il punto di partenza è un cortile di Palma Campania, dove un alunno di quinta primaria si frattura il radio in uno scontro di […]
Infortuni a scuola, il confine della vigilanza
La dinamica viene prima della responsabilità Con la riapertura delle scuole “tornano” anche i pericoli che nessun registro annota. Si nascondono nei gesti più familiari di ogni giorno, in aula e non solo. Un pallone che rimbalza in cortile. Una rincorsa durante la ricreazione. Una caduta che a un genitore sembra solo sfortuna. Sono episodi che l’organizzazione scolastica tende a collocare fuori dal perimetro dell’attenzione. Eppure la Giurisprudenza più recente indica che proprio lì, nella normalità apparente del quotidiano, passa il confine della responsabilità dell’istituto. Un caso deciso dalla Corte d’Appello di Napoli, con sentenza n. 3741/2026, riguarda un alunno di quinta primaria di Palma Campania. Durante la ricreazione, nel cortile della scuola, il bambino cade dopo uno scontro con un compagno mentre i due giocano a pallone, con l’insegnante presente. La conseguenza è una frattura scomposta del radio, trattata chirurgicamente; la Consulenza tecnica d’ufficio (CTU) quantifica nel 4% i postumi permanenti. La famiglia chiede oltre 17 mila euro. Il Tribunale di Napoli respinge la domanda e la Corte d’Appello, il 15 maggio 2026, invece la conferma. La deposizione dell’insegnante assume un peso decisivo, e da qui non emergono spinte volontarie, aggressioni o modalità di gioco eccentriche rispetto all’attività svolta. […]
Una demolizione fatta davvero “al millimetro”
Abbattere senza che si fermi nulla la sfida di un cantiere davvero delicato A Monsummano Terme, nel Pistoiese, si sta giocando una partita di precisione millimetrica. Tra le vie Battisti, Meucci e Pontecorvo, a un passo dalle abitazioni e a ridosso di uno stabilimento industriale in piena attività, è in corso la demolizione di un capannone dismesso. Nel caso che analizziamo, l’obiettivo è fare spazio a un nuovo depuratore da tre milioni di euro per la storica e nota azienda agroalimentare Fratelli Polli. Una attività che coinvolge complessivamente diciassette imprese e che, per la sua collocazione, si è rivelata fin dai primi sopralluoghi un intervento tutt’altro che ordinario. Il vero nodo, infatti, non è stato quello del costruire. Ma abbattere senza fermare nulla, senza far volare polveri verso le finestre vicine e senza far tremare i muri di confine. Il sito si trova in un’area a forte densità di fabbricati. Da un lato lo stabilimento industriale continua a lavorare con i suoi flussi quotidiani di mezzi e merci, dall’altro le abitazioni di via Pontecorvo sono a distanza ravvicinata dal perimetro di cantiere. Per non interferire con la produzione e mantenere intatta la viabilità interna, l’intero manufatto del futuro depuratore e […]
Lean Safety: eliminare gli sprechi per ridurre i rischi
Lean Safety: eliminare gli sprechi per ridurre anche i rischi E se migliorare la sicurezza significasse anche eliminare gli sprechi? Quando parliamo di Lean Management pensiamo immediatamente a efficienza, produttività, riduzione dei costi e miglioramento continuo. Quando parliamo di sicurezza, invece, pensiamo a prevenzione, formazione, procedure, dispositivi di protezione e rispetto delle regole. Due mondi che spesso vengono gestiti separatamente. Ma esiste un punto in cui Lean e Safety si incontrano: il modo in cui organizziamo il lavoro. Un processo inefficiente non genera soltanto costi, ritardi e perdita di produttività. Può generare anche condizioni che aumentano l’esposizione al rischio. Da questa prospettiva nasce un concetto interessante: Lean Safety. Gli sprechi Lean possono essere anche segnali di rischio Gli 8 sprechi del Lean Management rappresentano attività che assorbono risorse senza creare valore. Potremmo scoprire che molti di questi sprechi rappresentano contemporaneamente segnali di inefficienza e possibili condizioni di rischio. 1. Attese: una macchina ferma, un’autorizzazione che tarda ad arrivare, un materiale che manca. L’attesa sembra inizialmente soltanto un problema di produttività. Ma cosa succede quando il sistema deve recuperare il tempo perso? Possono aumentare la velocità, la pressione, le scorciatoie operative e la probabilità di errore. La domanda Lean diventa quindi […]
Impianti aeraulici più sicuri arriva il fascicolo unico. La Lombardia fa da apripista
Un impianto aeraulico ben mantenuto e un impianto realmente governato non sono la stessa cosa. Non è la pulizia dei componenti a fare la differenza, ma la possibilità di ricostruire perché è stata fatta, con quale frequenza e su quale valutazione. È su questo terreno, più che su quello della sola manutenzione programmata, che si sta muovendo la normativa più recente. La Regione Lombardia, in particolare, offre in questo momento l’indicazione più netta di dove la materia sia destinata ad andare. Dal luglio 2026 l’art. 15 della L.R. 17/2026 ha modificato la L.R. 33/2009 introducendo l’art. 59-bis, che riguarda gli impianti destinati a convogliare aria negli ambienti confinati, nuovi ed esistenti. Al titolare viene chiesto di garantire condizioni igienico-sanitarie adeguate, programmare le ispezioni e valutare il rischio correlato all’impianto. La norma non fissa una cadenza uniforme dei controlli, che vanno invece rapportati alle caratteristiche dell’impianto, alla destinazione d’uso, alle condizioni di esercizio e al profilo dell’attività. È una scelta di metodo prima che di merito, e segnala un’impostazione che difficilmente resterà isolata nel panorama regionale. Per gli ambienti di lavoro il riferimento resta il D.Lgs. 81/2008, con l’Allegato IV che al punto 1.9.1.4 prescrive controlli, manutenzione, pulizia e sanificazione periodica […]
Meno morti sul lavoro nei primi 6 mesi ma crescono gli infortuni e le malattie
I dati Inail al 30 giugno, in vista della 76ª Giornata per le vittime del lavoro Nei primi sei mesi del 2026 le denunce di infortunio con esito mortale in occasione di lavoro sono state 342, quindici in meno rispetto alle 357 dello stesso periodo del 2025, con un calo del 4,2%. Il dato riguarda i lavoratori, al netto degli studenti, e lascia il quadro tutt’altro che rasserenato, perché nello stesso intervallo le denunce di infortunio in occasione di lavoro sono cresciute del 4,7% fino a 213.985 e quelle di malattia professionale protocollate del 16,7%, a 59.480. Sono comunque cifre provvisorie, rilevate dall’Inail al 30 giugno 2026 e soggette a consolidamento, e arrivano in vista della 76ª Giornata nazionale per le vittime degli incidenti sul lavoro, in programma domenica 11 ottobre 2026. Dalla Relazione annuale Inail, presentata lo scorso 22 settembre dal presidente Fabrizio D’Ascenzo, nell’Aula dei Gruppi parlamentari della Camera, alla presenza della ministra del Lavoro e delle Politiche sociali Marina Calderone, è emerso che il 2025 si è chiuso con circa 600.000 denunce di infortunio (l’1,2% in più rispetto alle quasi 594.000 del 2024). Di queste 519.000 riguardano i lavoratori, al netto degli studenti, con una crescita dello […]
Dall’IA alla sicurezza sul lavoro, la compliance
Il D.Lgs. 231/2001 attraversa una delle fasi di revisione più ampie e strutturali dalla sua entrata in vigore. Lo schema di disegno di legge approvato dal Consiglio dei Ministri il 4 agosto 2026 intende rispondere alle sfide della transizione digitale e definire con maggiore precisione i confini della responsabilità degli enti. Per i professionisti della sicurezza, i consulenti e i componenti dell’Organismo di Vigilanza (OdV), l’intervento non rappresenta un semplice adeguamento formale, ma un significativo mutamento di prospettiva, che colloca la colpa di organizzazione al centro del sistema. In questo scenario, l’efficacia esimente del Modello di Organizzazione, Gestione e Controllo (MOG) dipende sempre più dalla capacità dell’impresa di individuare, prevenire e governare in modo tempestivo i rischi tecnologici e organizzativi. La compliance, pertanto, supera la dimensione del mero adempimento burocratico e assume una funzione strategica nel rafforzamento della capacità di adattamento e della continuità aziendale. La novità di maggiore rilievo è rappresentata dall’introduzione dell’articolo 25-vicies, volto ad armonizzare l’ordinamento nazionale con le rigorose disposizioni del Regolamento europeo sull’intelligenza artificiale (AI Act). Le nuove disposizioni, pubblicate con il D.Lgs. 9 settembre 2026, n. 160 e destinate a entrare in vigore il 30 settembre 2026, includono nel catalogo della responsabilità amministrativa degli […]
Direttiva Macchine e nuove regole tra gestione dei rischi e conformità
Aggiornare le norme armonizzate per la direttiva macchine significa chiedersi cosa verificare prima di continuare a fare affidamento sulla presunzione di conformità. Un impianto certificato secondo uno standard europeo di riferimento gode di una scorciatoia probatoria. In caso di controllo o contenzioso, il rispetto della norma vale come presunzione di conformità ai requisiti essenziali di sicurezza collegati. Il meccanismo è previsto dall’articolo 7 della direttiva 2006/42/CE. Per questo ogni revisione dell’elenco non è un fatto puramente formale per chi progetta o valuta queste apparecchiature. Con la Decisione di esecuzione (UE) 2026/2015 quell’elenco cambia di nuovo. La Commissione europea l’ha adottata il 4 settembre 2026. La pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea è del 7 settembre. Tra le norme coinvolte ci sono EN ISO 10218-1:2025 ed EN ISO 10218-2:2025, dedicate alla sicurezza dei sistemi robotici industriali. Ci sono poi EN ISO 13855:2024, che regola il posizionamento dei dispositivi di protezione in base alle velocità di avvicinamento delle parti del corpo, ed EN ISO 14119:2025/A11:2026, sui dispositivi di interblocco associati ai ripari. Chi si occupa di progettazione e valutazione della conformità deve porsi una domanda operativa precisa. La macchina che si sta certificando, o che è già in produzione, fa riferimento alla […]
Responsabilità penale d’impresa: quando il diritto penale risale al vertice aziendale
A Brescia la Procura ha aperto un’inchiesta per omicidio colposo dopo la morte di un carpentiere di 40 anni sul tetto di un cantiere nei giorni scorsi nella Bassa bresciana. L’ipotesi è la violazione dell’ordinanza anti-caldo della Regione Lombardia, che vieta i lavori all’aperto nelle ore centrali a rischio termico “alto”. Tre persone sono iscritte nel registro degli indagati. Se il teorema reggerà, il caso andrà a costituire un precedente rilevante in Lombardia. La violazione di un’ordinanza regionale diventerà presupposto di responsabilità penale, non più semplice sanzione amministrativa. Il 25 giugno 2026 la quarta sezione penale della Cassazione ha confermato la condanna a cinque anni per Mauro Moretti, ex amministratore delegato di Ferrovie dello Stato, per la strage di Viareggio. La Suprema Corte ha escluso l’amministrazione di fatto, ma ha ritenuto configurabile l’esercizio colposo dei poteri di direzione e coordinamento, per aver imposto a livello di gruppo l’inosservanza della regola cautelare sulla tracciabilità, in virtù di una scelta aziendale di risparmio. I due eventi disegnano lo stesso orizzonte giuridico. Il diritto penale non si ferma al garante che sta accanto al pericolo. Risale al vertice aziendale che ha governato il rischio o che ha omesso di costruire un’organizzazione capace di […]
Le responsabilità dei vertici aziendali dopo Viareggio
I limiti della responsabilità penale dei vertici aziendali nelle strutture societarie complesse, se a qualcuno sfuggivano, dopo la “sentenza di Viareggio”, appaiono oramai chiare. I presupposti necessari per attribuire a un manager una responsabilità colposa in materia di sicurezza sono l’esistenza di uno specifico obbligo giuridico di impedire l’evento, l’omissione di una condotta concretamente esigibile e il nesso causale tra tale omissione e il fatto verificatosi. Il 25 giugno 2026, infatti, la quarta sezione penale della Cassazione chiude il caso e conferma la pena di cinque anni per Mauro Moretti, ex Amministratore Delegato di Ferrovie dello Stato e di Rfi, che entra in carcere a settantadue anni per le responsabilità accertate nella causazione dell’evento di Viareggio, su cui non può esserci ambiguità interpretativa. E ciò perché la strage è reale, le responsabilità accertate, il diritto delle famiglie a una verità giudiziaria è sacrosanto. Gli interrogativi che nascono non riguardano la fattispecie (scontata) se un vertice aziendale debba rispondere delle proprie responsabilità ma quando, per quali atti e con quale nesso tra decisione, potere ed evento. È su questo confine che il “caso Moretti” si rivela qualcosa di più di una vicenda processuale diventa un precedente su cui nel nostro Paese […]
Terremoti e continuità della impresa
Quando si discute di sicurezza sul lavoro, l’immaginario collettivo corre quasi automaticamente ai dispositivi di protezione individuale, alle procedure operative, alla prevenzione degli infortuni sul campo. Esiste tuttavia una dimensione della sicurezza che raramente trova spazio nel dibattito pubblico, pur essendo normativamente sancita da quasi vent’anni, quella della tenuta strutturale degli edifici che ogni giorno ospitano lavoratori, macchinari e processi produttivi. Il D.Lgs. 81/2008 impone al datore di lavoro di valutare tutti i rischi presenti negli ambienti di lavoro, incluso quello sismico, da inserire a pieno titolo nel Documento di Valutazione dei Rischi. Non si tratta di un adempimento formale, ma di una valutazione che intreccia tutela delle persone e continuità operativa dell’impresa nello scenario, tutt’altro che remoto in Italia, di un evento tellurico. Il rischio sismico che grava su un edificio produttivo si compone di tre variabili che agiscono in combinazione tra loro. La prima è la probabilità che un sisma si verifichi effettivamente nell’area in cui sorge lo stabile, un dato che dipende dalla classificazione sismica del territorio. La seconda è l’esposizione, ovvero il numero di persone e il valore dei beni presenti nella struttura al momento dell’evento. La terza, spesso la più sottovalutata nelle valutazioni aziendali, è […]
Piscine in sicurezza e nuove regole. Ma la riforma organica aspetta ancora.
Dal 1° agosto le piscine pubbliche e quelle private aperte al pubblico devono dotarsi di sistemi di aspirazione capaci di neutralizzare l’effetto ventosa, la forza di risucchio che negli ultimi mesi ha causato la morte di diversi bambini in diverse strutture italiane. L’obbligo, introdotto con un emendamento al decreto Sport approvato alla Camera il 23 luglio, riguarda bocchettoni e griglie di fondo di ogni impianto a uso collettivo, dagli alberghi ai campeggi fino ai parchi acquatici. Per gli impianti che non si adeguano scatta la chiusura immediata fino alla messa a norma. A sostegno degli enti locali il governo ha stanziato un fondo da 4.725.000 euro per il 2026, destinato all’adeguamento delle piscine pubbliche e gestito dal ministero dell’Economia. È il primo tassello di un percorso più ampio, quello del disegno di legge quadro sulla sicurezza negli impianti natatori, fermo in Parlamento da un anno. Il dato che inquadra l’urgenza arriva dall’Istituto Superiore di Sanità, secondo cui dal 2022 a oggi le vittime di incidenti in piscina sono state 75, oltre la metà minori di 12 anni. Nel box a fianco la cronologia dei casi principali registrati nei primi mesi del 2026. La distanza rispetto ad altri paesi europei misura […]
Incidenti 2026: la cronologia dei casi principali
Il solo 2026 ha già prodotto una sequenza ravvicinata di casi. Il 5 aprile a Pennabilli è morto Matteo Brandimarti, 12 anni, in una vasca idromassaggio. Il 18 aprile a Latina è deceduto Gabriele Ubaldo Petrucci, 7 anni, con lo stesso meccanismo, in una piscina termale. Il 15 luglio Alice Ferrari, 11 anni, è morta due giorni dopo essere rimasta incastrata con i capelli nel bocchettone dei bagni Segesta di Sestri Levante. Il 18 luglio a Milano Marittima è annegata Magdalena Kaiser, 4 anni. Nei tre mesi precedenti l’approvazione dell’emendamento le ricostruzioni giornalistiche più aggiornate contano almeno sette minori morti in impianti idrici italiani. Secondo l’Istituto Superiore di Sanità, dal 2022 a oggi le vittime di incidenti in piscina sono state complessivamente 75, oltre la metà minori di 12 anni. Un conteggio ufficiale e definitivo per l’intero 2026 non risulta ancora pubblicato. Enzo Fontanarosa Direttore iNews
Cassazione: la responsabilità del committente e gli infortuni in cantiere
La Suprema Corte ribadisce che il Committente può rispondere per un infortunio sul lavoro se ha inciso, anche indirettamente, nella catena causale dell’evento, soprattutto quando il rischio era percepibile e le misure di sicurezza risultano inadeguate. Nel caso esaminato, la Suprema Corte ha confermato la decisione della Corte d’Appello di Palermo, che aveva riconosciuto la responsabilità di un ente pubblico committente per un infortunio mortale occorso a un lavoratore di una ditta appaltatrice. L’operaio era stato travolto da un manufatto durante l’installazione di un ponteggio. Secondo i giudici, l’ente in qualità di “committente” aveva contribuito all’evento mortale avallando un piano di sicurezza e coordinamento inadeguato, non idoneo a prevenire un rischio già esistente e facilmente percepibile, peraltro in un contesto che rientrava nella sua disponibilità giuridica. Con l’ordinanza n. 27321 del 13 ottobre 2025, la Corte ha ribadito i principi in materia di responsabilità per infortunio sul lavoro ai sensi dell’art. 2087 del codice civile, chiarendo il perimetro degli obblighi che gravano anche sul Committente, precisando che il “dovere di sicurezza” non riguarda esclusivamente il datore di lavoro, ma si estende anche a chi affida l’esecuzione di un’opera senza imporre un controllo continuo e penetrante sull’attività svolta dall’impresa appaltatrice. Tuttavia, […]
L’architettura degli organi societari e il ruolo della delega di funzioni
Uno dei temi più rilevanti che ogni organizzazione è chiamata ad affrontare riguarda la definizione di un efficace sistema di attribuzione delle responsabilità. La corretta costruzione dell’architettura delle deleghe costituisce infatti il presupposto fondamentale per garantire una gestione efficiente degli obblighi prevenzionistici e una chiara individuazione dei soggetti chiamati a esercitare poteri decisionali e di controllo. In tale contesto, la delega di funzioni rappresenta uno strumento di primaria importanza, la cui corretta applicazione è stata oggetto negli ultimi anni di numerosi interventi giurisprudenziali. La delega di funzioni, com’è noto, è un atto formale mediante il quale il datore di lavoro trasferisce a un soggetto delegato specifici obblighi e poteri in materia di salute e sicurezza sul lavoro. Disciplinata dall’art. 16 del D.Lgs. 81/2008, essa consente una redistribuzione delle responsabilità all’interno dell’organizzazione senza tuttavia determinare un totale esonero del datore di lavoro dai propri obblighi. Il comma 3 del medesimo articolo stabilisce infatti che permane in capo al delegante uno specifico obbligo di vigilanza sull’operato del delegato e sul corretto esercizio delle funzioni trasferite. La portata dell’istituto è stata chiarita dalle Sezioni Unite della Corte di Cassazione nella nota sentenza ThyssenKrupp n. 38343 del 18 settembre 2014, secondo cui una delega […]
Impianti fotovoltaici e prevenzione incendi cosa succede dopo le Linea Guida DCPREV
Chi si occupa di fotovoltaico su edifici soggetti ai controlli dei Vigili del Fuoco deve ormai valutare copertura, moduli, cablaggi e gestione dell’emergenza come un sistema unico, non come una somma di componenti indipendenti. È il cambio di prospettiva introdotto dalla Nota DCPREV n. 14030 del 1° settembre 2025, che aggiorna la guida del 2012 dedicata agli impianti fotovoltaici incorporati o a servizio delle attività soggette ai controlli dei Vigili del Fuoco. Su stabilimenti industriali, depositi, strutture sanitarie, edifici commerciali e autorimesse, il fotovoltaico non può e non deve essere trattato come una semplice aggiunta elettrica. Il generatore modifica la configurazione della copertura, introduce componenti che restano in tensione in presenza di irraggiamento, può favorire la propagazione dell’incendio e condiziona l’accessibilità per manutentori e soccorritori. La progettazione antincendio deve quindi iniziare insieme al progetto impiantistico, non al termine di esso. L’impianto fotovoltaico, considerato isolatamente, non è un’attività dell’Allegato I al D.P.R. 151/2011. Tuttavia, quando è incorporato in un’attività soggetta o posto al suo servizio, la sua installazione può modificare le condizioni di sicurezza antincendio già valutate. L’inquadramento non dipende soltanto dalla potenza elettrica, ma dagli effetti dell’intervento su copertura, compartimenti, impianti di protezione, accessi, procedure di emergenza ed eventuali accumuli […]
Roghi e danni alle imprese, servono piani e polizze
L’intensificarsi degli incendi di vegetazione stanno trasformando un fenomeno ambientale in un rischio operativo concreto per le imprese che possiedono o gestiscono asset esposti a vegetazione combustibile. Capannoni industriali a ridosso di aree boscate, strutture turistiche immerse nel verde, infrastrutture logistiche in zone periurbane, aziende agricole in territori attraversati da stoppie e residui colturali. Il fuoco, quest’anno, non ha aspettato l’estate per divorare ettari già dai primi mesi dell’anno e scrivendo la sua triste storia di cenere. Tra il 1° gennaio e l’8 luglio EFFIS ha registrato 112 incendi in Italia, il 26 per cento in più della media 2006-2025, e Legambiente aggiorna la fotografia al 15 luglio con 547 incendi e 13.640 ettari bruciati nel solo Mezzogiorno, mentre i Vigili del Fuoco hanno svolto 21.442 interventi per incendi boschivi tra il 15 giugno e il 15 luglio, più di quanti se ne fossero registrati nello stesso periodo del 2024. Numeri che, per chi gestisce un’impresa, contano meno rispetto al chiedersi se il proprio piano di prevenzione, di continuità operativa e di copertura assicurativa è adeguato a un rischio che arriva prima e colpisce più duramente ogni anno? In Basilicata i più recenti dati segnano finora 57 ettari e 8 […]
Nella cabina del gas l’Atex mappa il rischio
La sicurezza degli impianti a gas non si esaurisce nel rispetto formale di una norma: si costruisce attraverso un’analisi puntuale di ogni possibile punto di cedimento, capace di tradurre la pressione di esercizio in un rischio quantificabile e gestibile. È quanto emerge dall’attività di valutazione e classificazione delle atmosfere potenzialmente esplosive (ATEX) condotta su una cabina di decompressione, riduzione e gestione del gas metano situata nel comune di Monte San Giacomo (Sa). L’intervento si inserisce nel quadro normativo definito dal D.Lgs. 81/2008, Titolo XI, che recepisce la Direttiva 1999/92/CE (nota come ATEX 137) sulla protezione dei lavoratori esposti al rischio di atmosfere esplosive, e dalle norme tecniche di settore per la classificazione dei luoghi con pericolo di esplosione da gas, prima fra tutte la CEI EN 60079-10-1. Un impianto di questo tipo, per sua natura, tratta un fluido infiammabile ad alta pressione: la classificazione ATEX diventa quindi il presupposto tecnico indispensabile per ogni scelta successiva, dagli impianti elettrici alle procedure operative. La cabina oggetto di analisi svolge una funzione di interfaccia tra la rete di trasporto ad alta pressione e la successiva fase di distribuzione del gas metano. L’impianto riceve il metano ad alta pressione e, attraverso una sequenza di […]
Il nuovo regolamento al via dal 12 agosto
Imballaggi e rifiuti di imballaggio, è tempo di applicazione piena per il Regolamento UE 2025/40, noto come PPWR. Dal 12 agosto il testo smette di essere un orizzonte da preparare e diventa un insieme di obblighi effettivi in tutti gli Stati membri, Italia compresa, e riguarda in modo diretto chiunque immetta sul mercato prodotti confezionati, a prescindere dal settore merceologico. Non si tratta di una direttiva da recepire con tempi nazionali, come accadeva con la precedente 94/62/CE, ma di un regolamento immediatamente vincolante. Per le imprese coinvolte significa una cosa precisa: gli obblighi scattano alla stessa data in tutta l’Unione, senza attese per un provvedimento italiano di attuazione. Il testo è entrato in vigore l’11 febbraio 2025, dopo l’approvazione del Parlamento europeo e l’adozione del Consiglio nel 2024. Nel marzo 2026 la Commissione ha pubblicato una comunicazione di orientamento, la C/2026/3084, per favorire un’applicazione uniforme del regolamento e sciogliere i dubbi interpretativi dove il testo lascia margini di discrezionalità agli Stati membri. Ogni imballaggio immesso sul mercato dovrà essere accompagnato da una dichiarazione di conformità UE e da un fascicolo tecnico, secondo l’allegato VIII del regolamento, con obbligo di conservazione della documentazione per dieci anni, ridotti a cinque per gli […]
MUD 2026, c’è tempo fino al 1 settembre
Si è ancora in tempo per mettersi in regola con la scadenza della comunicazione MUD. Il Modello Unico di Dichiarazione Ambientale, con cui ogni anno imprese ed enti riferiscono alle Camere di Commercio quanti rifiuti hanno prodotto, gestito o trasportato nell’anno precedente, doveva essere inviato entro il 3 luglio. Ma chi non l’avesse ancora fatto non deve considerarsi fuori tempo massimo, perché fino al 1° settembre resta aperta una seconda occasione, concreta e a basso costo, per regolarizzare la propria posizione. Presentarla entro quest’ultima data significa restare nel perimetro del ritardo lieve, con una sanzione che va da 26 a 160 euro. Superarla, al contrario, fa scattare l’omissione, punita ai sensi dell’articolo 258 del Codice dell’ambiente con una sanzione da 2.600 a 15.500 euro. Sono tenuti a presentare il MUD 2026, con i dati relativi al 2025, i produttori di rifiuti pericolosi, senza soglie dimensionali, le imprese con più di dieci dipendenti che generano rifiuti non pericolosi da lavorazioni industriali o artigianali, e chi opera professionalmente nella raccolta, nel trasporto o nella gestione di impianti. Non tutti compilano le stesse sezioni, perché imballaggi, veicoli fuori uso, RAEE e rifiuti urbani seguono percorsi distinti. La prima cosa da fare, quindi, è […]




















