Blog
Mag 06
giornata europea sulla sicurezza stradale

Sicurezza stradale, calano i morti ma la strada resta una sfida culturale

In Italia, in questi primi quattro mesi del 2026, gli incidenti stradali crescono dell’8% rispetto al 2025, ma i decessi diminuiscono: sono 333 contro i 347 dello scorso anno. È un segnale incoraggiante, ma che di certo non attenua l’urgenza di agire. Velocità, distrazione da cellulare e guida in stato di ebbrezza restano le cause principali. Si consideri che su 280mila conducenti controllati, oltre 5.000 sono quelli che sono stati sanzionati per guida in stato di ebbrezza e quasi 800 per uso di stupefacenti.
L’Europa, dal canto suo, punta a dimezzare morti e feriti gravi entro il 2030 rispetto al 2019, con l’obiettivo di lungo periodo che sia “Zero vittime”. Il Piano Nazionale per la Sicurezza Stradale del 2022 condivide questa rotta. L’approccio Safe System, adottato a livello internazionale, abbandona la visione fatalistica dell’incidente come prezzo inevitabile della mobilità. Occorre, però, che infrastrutture, veicoli e comportamenti debbano integrarsi in un sistema che protegga tutti gli utenti, dai più giovani agli over 65.

«La gestione del rischio stradale non può più essere delegata alla sola repressione», osserva l’ing. Rocco Luigi Sassone, Risk Manager di comprovata esperienza e CEO di Ingest. «Il rischio come l’infortunio in itinere – continua, – quello cioè che ogni lavoratore affronta nel tragitto casa-lavoro, ad esempio, è ancora sottovalutato. Eppure incide sui tassi infortunistici aziendali ed è prevenibile. Occorre costruire, pertanto, un ecosistema preventivo, oltre a dati predittivi sulle tratte ad alta sinistrosità, formazione comportamentale continua e responsabilizzazione degli stakeholder istituzionali. Chi non misura il rischio, lo subisce.».

Il 6 maggio, Giornata Europea della Sicurezza Stradale, è l’occasione per ricordarlo.