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Apr 23

On line il quarto numero di iNews: Matera 2026, il cantiere permanente della sicurezza sul lavoro

Vi sono numeri che, nella loro freddezza statistica, custodiscono storie di vite spezzate. L’INAIL ne registra 1.093 nel 2025, a cui se ne aggiungono 102 nei primi due mesi del 2026. Sono cifre che impongono una riflessione morale prima ancora che tecnica. Eppure, accanto a questa realtà, emerge come l’incidenza infortunistica si sia ridotta del 15,5% rispetto al 2019, a testimonianza di come un impegno culturale duraturo produca risultati concreti. Il numero di aprile di iNEWS racconta, da angolature diverse e complementari, il modo in cui questa trasformazione prende forma.

Matera 2026: la sicurezza come atto generativo — il modello “safety by design”

Il primo esempio giunge da Matera, dove INGEST ha curato l’intero aspetto del risk management della cerimonia inaugurale dell’anno da Capitale Mediterranea della Cultura e del Dialogo 2026, svoltasi il 20 marzo scorso. La sfida era ardua: allestire uno spettacolo di richiamo internazionale in una città Patrimonio dell’Umanità, con cantieri vivi in un ecosistema millenario da preservare. La risposta è stata nel modello del “safety by design”, in cui la sicurezza non è stata attuata come correttivo normativo applicato in extremis, bensì come elemento generativo della progettazione artistica della manifestazione fin dalle prime bozze. La sicurezza, insomma, si è rivelata quale prima nota di uno spartito visionario, capace di permettere lo straordinario senza consumare ciò che resta prezioso.

Il Cine Teatro “Duni”, ancora in restauro, è diventato in soli dieci giorni un “cantiere-teatro”: così le impalcature di tubi innocenti hanno accolto orchestra e coro, mentre un apparato di sicurezza puntuale quanto articolato e discreto ha vigilato sui cinquecento ospiti del momento istituzionale della cerimonia d’apertura. Nel cielo della Murgia, invece, 850 droni luminosi hanno tracciato coreografie tridimensionali in piena conformità alle norme ENAC, azzerando i rischi di incendio connessi ai tradizionali fuochi pirotecnici. Il costone roccioso, poi, si è trasformato in tela per ventiquattro sorgenti laser di classe 4, sincronizzate con musica originale e mantenute ad angolazioni tali da non interessare i Sassi né le aree abitate. Un precedente che si offre quale protocollo replicabile per le città d’arte in cui cantieri possono convivere con le peculiarità architettoniche e ambientali.

Investimento da parte di mezzi in movimento: un’analisi delle cause

Tra i temi che questo numero affronta con maggiore profondità analitica vi è quello degli investimenti di lavoratori da parte di mezzi in movimento. È un fenomeno che la banca dati del Sistema di Sorveglianza Infortuni identifica come una delle cause più ricorrenti di morte sul lavoro. I dati restituiscono un profilo della vittima che contrasta con l’immaginario comune perché nel 65% dei casi si tratta di lavoratori con oltre tre anni di esperienza nella mansione. L’anzianità, lungi dal costituire un fattore protettivo, può purtroppo alimentare quella familiarità con il rischio che abbassa la soglia di attenzione e normalizza comportamenti potenzialmente letali.

Le aree aziendali raccolgono il 41% degli eventi, con le manovre in retromarcia in condizioni di scarsa visibilità protagoniste nel 65% dei sinistri occorsi in questi contesti. I carrelli elevatori sono coinvolti nel 12% dei casi, prevalentemente in magazzini e durante le operazioni di carico e scarico. Il quadro che emerge impone una risposta sistemica che deve sostanziarsi non nella somma di singole misure correttive, bensì in un “risk assessment” specifico che ridisegni l’intera strategia di fruizione della viabilità interna, separando con nettezza i flussi veicolari da quelli pedonali, definendo limiti di velocità presidiati, installando sistemi di rilevazione della presenza in aree critiche e, soprattutto, aggredendo alla radice quella cultura della tolleranza verso le pratiche abituali devianti che troppo spesso precede la tragedia.

Comunicare il pericolo: visual communication e ergonomia cognitiva nei cantieri

C’è, poi, un piano della sicurezza che precede la norma e l’ingegneria del rischio ed è quello della percezione. Comunicare il pericolo prima che si manifesti, rendere visibile ciò che l’abitudine tende a rendere invisibile, è oggi una disciplina a sé che il numero di aprile esplora nelle sue declinazioni più avanzate. Il casco, simbolo archetipico della protezione individuale, ha subìto una metamorfosi silenziosa ma profonda in un’ottica di “visual communication” di cantiere. Da oggetto monocromatico e anonimo è passato a essere vettore di informazione, identità e gerarchia operativa. I sistemi di codifica cromatica per ruolo e area di competenza, la segnaletica adattiva che si integra con i flussi di lavoratori, le pittografie standardizzate capaci di superare le barriere linguistiche in cantieri multiculturali vanno a comporre un linguaggio visivo che agisce prima della parola, prima della formazione, prima dell’incidente.

Non si tratta di estetica applicata alla sicurezza, bensì di ergonomia cognitiva che si traduce nella capacità di ridurre il carico decisionale in condizioni di stress, rumore e pressione temporale, restituendo al lavoratore — e a chi lo coordina — una mappa leggibile dell’ambiente operativo. Un cantiere ben comunicato è già, in misura significativa, un cantiere più sicuro.

Lavoro agile e sicurezza: la Legge 34/2026 e i nuovi obblighi per i datori di lavoro

Il 2026 segna, altresì, la maturità giuridica del lavoro agile in Italia. La Legge 34/2026, in vigore dal 7 aprile passato, introduce il nuovo comma 7-bis dell’art. 3 del D. Lgs. 81/2008, estendendo esplicitamente la disciplina della sicurezza alle prestazioni rese in luoghi non nella disponibilità del datore di lavoro, quali abitazioni private, spazi di coworking, ambienti terzi. Poiché il controllo diretto sulle condizioni ambientali è per definizione impossibile, il legislatore ha scelto lo strumento dell’informativa annuale scritta, consegnabile anche in formato digitale purché tracciabile attraverso PEC, firma elettronica o piattaforme HR certificate. L’informativa deve dettagliare i rischi ergonomici, le posture scorrette, l’uso prolungato di videoterminali e le buone pratiche per operare in sicurezza al di fuori dei luoghi tradizionali di lavoro.

Il sistema sanzionatorio è stato conseguentemente irrigidito prevedendo sanzioni amministrative fino a 5.200 euro per mancata o incompleta consegna, con la prospettiva di una responsabilità penale qualora l’omissione concorra causalmente a un evento lesivo. In parallelo, la Legge 106/2025 ha riconosciuto dall’1 gennaio 2026 un diritto di precedenza assoluta all’assegnazione in modalità agile per i lavoratori affetti da patologie oncologiche, patologie croniche invalidanti o con invalidità certificata pari o superiore al 74%, unitamente a un congedo straordinario fino a ventiquattro mesi. Il “cantiere” normativo è dunque chiuso e il lavoro agile è oggi un istituto giuridico pienamente incardinato nel sistema prevenzionistico nazionale.

Formazione sulla sicurezza: le scadenze dell’Accordo Stato-Regioni 2025/2026

Spostiamo ora in avanti con il calendario perché il 24 maggio prossimo segna una cesura nella storia della formazione sulla sicurezza in Italia. La scadenza del periodo transitorio previsto dall’Accordo Stato-Regioni 2025/2026 impone alle imprese di fare ordine nei propri processi formativi con metodo e tempestività. Per i preposti, l’e-learning cessa di essere opzione ammissibile in quanto ora la norma esige presenza fisica o didattica sincrona. Per i datori di lavoro, il termine si allunga di un anno fino al 24 maggio 2027, ma la maggiore ampiezza della finestra non autorizza rinvii poiché la progettazione formativa deve diventare atto strutturato, documentato con precisione estrema e proporzionato ai rischi reali di ciascun contesto produttivo.

Bando ISI INAIL 2025/2026: contributi a fondo perduto fino a 130.000 euro

Accanto agli obblighi troviamo anche una opportunità finanziaria di rilievo. Il Bando ISI INAIL 2025/2026 mette a disposizione contributi a fondo perduto fino al 65% delle spese ammissibili, con un tetto massimo di 130.000 euro per progetto. La finestra per la presentazione delle domande telematiche sul portale web dell’INAIL si chiude il 28 maggio 2026, con assegnazione in ordine cronologico di arrivo. La tempestività è, dunque, un fattore determinante quanto la correttezza documentale.

28 aprile: Giornata Mondiale per la Salute e la Sicurezza sul Lavoro — “Clima, Lavoro e Salute”

Concludiamo con un’ultima data, quella del 28 aprile, nella quale l’Organizzazione Internazionale del Lavoro celebra la 24ª Giornata Mondiale per la Salute e la Sicurezza sul Lavoro. “Clima, Lavoro e Salute” è il tema che quest’anno invita a interrogarsi su come i cambiamenti climatici stiano ridisegnando i profili di rischio negli ambienti produttivi, introducendo variabili — quali ondate di calore, eventi atmosferici estremi, stress termico — che le attuali architetture della prevenzione devono imparare ad anticipare. Di fronte ai circa 2,3 milioni di decessi annuali per lavoro stimati a livello globale, la ricorrenza non è mera commemorazione quanto un’ingiunzione a trasformare conoscenza in azione, e intenzione in sistema.

INGEST accompagna questo percorso ogni giorno, con la consapevolezza che la sicurezza non si decreta bensì si costruisce con un atto di cura alla volta. Questo numero di aprile di iNEWS ne è, in qualche misura, la dimostrazione.

Enzo Fontanarosa direttore iNews