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Feb 19
ingegneria della sicurezza ingestweb

L’ingegneria “invisibile” che sostiene la voglia di leggerezza

Coriandoli e sicurezza, equazione perfetta per un sereno Carnevale

Il ritorno delle sfilate allegoriche e delle feste di piazza del periodo carnascialesco pone qualche riflessione sul delicato equilibrio tra divertimento collettivo e tutela della pubblica incolumità.
Quel desiderio di leggerezza e condivisione che ogni anno anima le nostre comunità, quella spensieratezza non può però prescindere da una rigorosa pianificazione dei rischi. Organizzare il Carnevale oggi non è più “solo” una questione di maschere e coriandoli ma un esercizio di ingegneria della sicurezza. In questo contesto, le norme sulla sicurezza dei pubblici spettacoli non vanno intese come un freno all’entusiasmo, quanto il presupposto fondamentale per garantirlo. Il vero successo di una manifestazione risiede nell’equilibrio invisibile tra l’entusiasmo della piazza e il rigore della prevenzione, assicurando che il diritto al divertimento non venga mai meno a causa di criticità prevedibili. Solo un’attenta cultura della prevenzione può proteggere la gioia della festa, trasformando il rigore organizzativo nella garanzia necessaria per vivere ogni evento in totale serenità. La sicurezza è quell’abbraccio invisibile che permette alla festa stessa di esistere.
Quando questa cornice è solida, lo spettacolo può davvero dirsi libero di abbandonarsi al divertimento con totale fiducia.

Organizzare un evento di pubblico spettacolo oggi, pertanto, richiede una visione integrata che bilanci perfettamente la Safety (incolumità delle persone) e la Security (ordine pubblico).
Questa complessa valutazione dei rischi non si limita allo svolgimento della manifestazione, ma deve coprire l’intero ciclo di vita dell’evento, dalle delicate fasi di allestimento e montaggio delle strutture fino al disallestimento finale. Una progettazione efficace dei modelli di gestione è l’unico modo per garantire il successo di un evento nel pieno rispetto delle responsabilità legali.
Il cuore della sicurezza risiede nell’analisi accurata delle dinamiche di affollamento. La gestione della folla è fondamentale per prevenire fenomeni di schiacciamento o panico collettivo; a tal fine, si ricorre spesso all’Algoritmo di Maurer, uno strumento tecnico indispensabile per classificare il livello di rischio, da molto basso a molto elevato, e definire proporzionalmente le misure di soccorso necessarie. Parallelamente, il rischio incendio rappresenta una priorità assoluta, regolata con precisione dal D.M. 19 agosto 1996 e dal più recente Codice di Prevenzione Incendi. A questi si aggiungono i rischi strutturali legati alla stabilità di palchi, tribune e impianti tecnologici, i quali devono sempre essere sottoposti alle verifiche della Commissione di Vigilanza.
Non meno importante è la pianificazione sanitaria, che obbliga l’organizzatore a predisporre un piano di soccorso proporzionato al numero di partecipanti attesi e alle caratteristiche specifiche della location.

L’organizzatore è oggi la figura centrale e il responsabile primario della redazione del Piano di Emergenza. Il quadro normativo italiano poggia solidamente sul TULPS (Articoli 68, 69 e 80), che disciplina le licenze per spettacoli e intrattenimenti pubblici. Un punto di riferimento imprescindibile rimane la Circolare Piantedosi, che dal 2018 definisce i modelli organizzativi distinguendo tra misure di protezione civile e ordine pubblico. Una novità fondamentale, che ha rivoluzionato il settore, riguarda le Semplificazioni 2025: per gli spettacoli dal vivo con un massimo di 2.000 partecipanti che si svolgono tra le ore 8 e l’1, è ora sufficiente la presentazione di una SCIA (Segnalazione Certificata di Inizio Attività). Attenzione però, perché operare senza le dovute licenze o ignorare i protocolli espone l’organizzatore a gravi sanzioni amministrative e a pesanti conseguenze penali in caso di incidenti.
La gestione dei rischi cambia sensibilmente in base al contesto. Negli eventi all’aperto, come grandi concerti o sagre, il focus del Crowd Management è rivolto alla gestione dell’arrivo e soprattutto del deflusso dei partecipanti, garantendo sempre vie di fuga libere e calcolando con rigore la capienza massima. In questi scenari, i rischi ambientali come il meteo avverso richiedono piani di sospensione o evacuazione immediata e gestione dei terreni irregolari. È obbligatorio predisporre un piano di soccorso sanitario proporzionato al numero di partecipanti e alle tipologie di evento. E ancora, la stabilità delle strutture temporanee deve essere collaudata da tecnici abilitati con certificazioni e verifica di resistenza al fuoco dei materiali. Al contrario, negli eventi di pubblico spettacolo al chiuso, le criticità maggiori riguardano il sovraffollamento in spazi confinati e la gestione del panico. Qui la normativa antincendio è ancora più stringente: oltre le 100 persone è obbligatoria la presenza di addetti con idoneità tecnica rilasciata dai Vigili del Fuoco. La prevenzione si concentra sulla manutenzione degli impianti elettrici e scenici per evitare guasti che
potrebbero innescare incendi in ambienti chiusi, dove il deflusso rapido è più complesso da gestire.

Il moderno Crowd Management si distingue nettamente dal semplice “controllo della folla” per la sua natura intrinsecamente proattiva e non reattiva. Mentre il controllo interviene solo a incidente avvenuto, il management agisce d’anticipo per garantire sicurezza e comfort attraverso una meticolosa supervisione dei comportamenti. Questo approccio si fonda su pilastri imprescindibili che iniziano con una valutazione del rischio basata sulla tipologia di audience e proseguono con un design intelligente dello spazio. Progettare l’area significa infatti creare percorsi chiari e flussi separati tra ingressi e uscite, prevedendo “zone di rilascio della pressione” studiate per scongiurare compressioni pericolose nei punti critici.

L’efficacia di tale sistema dipende strettamente dalla sinergia tra la comunicazione e il fattore umano. Una segnaletica visibile, integrata da annunci audio e indicazioni tramite app mobili, deve guidare i partecipanti per prevenire ogni forma di confusione o disorientamento. Al contempo, il personale di sicurezza e gli steward devono essere addestrati non solo nel primo soccorso, ma soprattutto in tecniche di de-escalation per gestire eventuali tensioni prima che degenerino.

L’integrazione tecnologica eleva oggi questi standard permettendo monitoraggi in tempo reale e analisi predittive. L’analisi video potenziata dall’Intelligenza Artificiale rileva densità anomale, mentre sensori LiDAR (mappa lo spazio in 3D con impulsi laser disegnando una “nuvola di punti” che definisce con estrema accuratezza la forma e la posizione di tutto ciò che circonda il sensore) e sistemi RFID (permette lo scambio dati con onde radio e funziona con piccole etichette intelligenti, i tag, che vengono lette a distanza) integrati nei biglietti tracciano i flussi con estrema
precisione.

L’utilizzo di droni per la visione aerea, unito a software di simulazione digitale come il Virtual Venue, consente di modellare ogni scenario critico ben prima dell’apertura dei cancelli. Questo intero processo deve essere racchiuso in un framework operativo rigoroso: partendo dalla raccolta di dati storici e dal profilo dell’audience, si passa alla pianificazione dei protocolli e all’esecuzione sul campo, concludendo sempre con una valutazione post-evento. Solo analizzando ciò che ha funzionato è possibile ottimizzare le strategie future e garantire standard di sicurezza sempre più elevati e adattivi.

Ing. Rocco Luigi Sassone, Ceo INGEST e Risk manager