Stop alla sostenibilità facoltativa nell’edilizia. Dallo scorso 2 febbraio ha preso il via una mutazione negli appalti pubblici. I nuovi Criteri Ambientali Minimi (CAM) impongono il superamento del vecchio decreto del 2022 per cui la sostenibilità non sarà più solo dichiarata nei contratti pubblici di progettazione e lavori ma trova applicazione, invece, in criteri tecnici vincolanti e non negoziabili.
Il risultato è un’autentica riforma che obbliga il settore delle costruzioni a cambiare registro. A iniziare dal fatto che il concetto di opera pubblica, per progettisti e stazioni appaltanti, deve tenere presente che la qualità ambientale non è più un accessorio ma il requisito primario di validità dell’opera stessa.
Nel nuovo Decreto Cam, che ha recepito il d.m. 24/11/2025, tutto ciò si pone infatti come tassello fondamentale per armonizzare la progettazione e l’esecuzione delle opere con il nuovo Codice dei Contratti Pubblici. La sostenibilità, dunque, non potrà più essere un capitolo isolato della relazione tecnica quanto diventa il filo conduttore dell’intero processo.
Diventa pertanto fondamentale la Analisi LCA (Life Cycle Assessment), cioè il progettista deve certificare scientificamente l’impronta di carbonio complessiva dell’opera. Allo stesso modo le stazioni appaltanti sono ora chiamate a definire i requisiti ambientali sin dalle prime fasi della compilazione del Documento di Indirizzo alla Progettazione (DIP), andando a determinare la stima dei costi e la selezione dei fornitori. C’è anche un Passaporto digitale dei materiali affinché ogni componente sia tracciabile per garantire una futura dismissione a impatto zero.
Un altro aspetto di rilievo interessa la gestione del cantiere. Quest’ultimo deve trasformarsi in un ecosistema efficiente, a “rifiuti zero”. Il concetto di economia circolare viene sviluppato con una particolare attenzione su tracciabilità dei materiali e riduzione degli scarti, imponendo obiettivi di recupero che rivoluzionano le vecchie abitudini del settore. Si impone, infatti, che almeno il 30% della massa dei materiali da costruzione provenga da processi di riciclo o recupero, nella considerazione insomma che ogni residuo è una risorsa. Con la demolizione selettiva, pianificata già in fase di gara, si mira a una gestione che riduca drasticamente gli scarti, rendendo l’ingegneria ambientale il vero motore dell’innovazione urbana. Si tratta di un approccio per il quale è richiesta una pianificazione rigorosa che deve essere documentata con estrema precisione, così da escludere sanzioni o l’esclusione dalle procedure di gara.
La qualità dell’abitare è un’altra delle novità del Decreto Cam, che punta a creare spazi abitativi non solo efficienti ma che concilino salute e benessere per i cittadini. La gestione idrica, in un’ottica di risparmio della risorsa, diventa standard nella progettazione di edifici con “sistemi duali”, cioè capaci di separare l’acqua potabile da quella per usi meno nobili come il recupero delle acque meteoriche. Così pure la qualità degli ambienti interni entra nei capitolati con limiti severissimi sulle emissioni di Composti Organici Volatili (VOC) per pitture e finiture. Prescrizioni rigorose sono anche quelle per la prevenzione dei rischi naturali come per il gas radon.
Una ultima considerazione è quella legata a una sempre maggiore considerazione di quella che può definirsi ingegneria della responsabilità, facendo sì che il la competenza professionale diventi un valore aggiunto. La conformità ai nuovi criteri disposti dal Decreto Cam non è solo un obbligo normativo per evitare l’annullamento dei bandi, ma un’opportunità di mercato.
Per i professionisti e le imprese, la competitività non si giocherà più solo su considerazioni economiche quanto sulla capacità di progettare e costruire in modo autenticamente sostenibile e resiliente. Un modello dove emergono la capacità delle imprese di coniugare l’ingegno costruttivo alla responsabilità ambientale. Come pure gli investimenti nella formazione certificata del personale, quali posatori e tecnici, e l’adozione di strumenti digitali a iniziare dal BIM (Building Information Modeling).
Enzo Fontanarosa
Direttore iNews


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