Movimentazione carichi e innovazione così la tecnologia previene gli infortuni
di Ing. Domenico Bollettino – Responsabile Area Salute e Sicurezza Luoghi di lavoro di Ingest
La movimentazione manuale dei carichi (MMC) continua a essere una delle principali cause di infortunio e di patologie muscoloscheletriche nei luoghi di lavoro. Negli ultimi anni, però, il modo di valutare questo rischio è cambiato in modo significativo. L’evoluzione tecnologica, insieme a una conoscenza sempre più approfondita della biomeccanica e dell’ergonomia, ha portato allo sviluppo di metodologie avanzate che superano le tradizionali checklist e rendono la valutazione più precisa, oggettiva e aderente alla realtà operativa.
Il quadro normativo italiano, definito dal Decreto Legislativo 81/2008, impone al datore di lavoro l’obbligo di valutare e ridurre i rischi legati alla MMC. A livello tecnico, la serie ISO 11228 (parti 1-3) fornisce parametri di riferimento per la valutazione della movimentazione dei carichi legata ad attività di Sollevamento e Trasporto, Spinta e Traino, Movimenti Ripetitivi. Sebbene vengano indicati valori limite orientativi sulle variabili che incidono sul livello di rischio in condizioni ideali, la realtà lavorativa è molto più complessa: postura, frequenza dei movimenti, durata dell’attività e caratteristiche dell’ambiente di lavoro, incidono in modo determinante sul livello di rischio. Proprio per questo le nuove metodologie puntano a integrare molteplici variabili, offrendo una valutazione più completa e contestualizzata.
La digitalizzazione ha avuto un ruolo decisivo in questo cambiamento.
I moderni sistemi di gestione della sicurezza consentono di raccogliere dati in tempo reale attraverso sensori e dispositivi di misurazione ad alta frequenza. Accelerometri, giroscopi e altri strumenti permettono di analizzare con precisione i movimenti del lavoratore, misurando velocità, inclinazioni e variazioni posturali. Questi dati vengono poi combinati con informazioni relative al peso sollevato, alle forze applicate e alla ripetitività dell’azione, generando analisi quantitative che supportano decisioni più mirate.
Particolarmente innovativi sono i sensori indossabili, che monitorano direttamente le sollecitazioni muscolari e articolari. I sistemi di elettromiografia, ad esempio, consentono di rilevare livelli di tensione muscolare e individuare situazioni di sovraccarico prima che si trasformino in dolore o infortunio. L’elaborazione dei dati attraverso algoritmi avanzati permette di creare profili personalizzati, evidenziando eventuali criticità legate a posture scorrette o a movimenti ripetitivi. In questo modo, la prevenzione diventa specifica per il singolo lavoratore e non più solo generica per la mansione.
Anche le simulazioni tridimensionali e la realtà virtuale stanno rivoluzionando l’approccio alla valutazione del rischio. Attraverso modelli biomeccanici è possibile simulare scenari di sollevamento e movimentazione, stimando la distribuzione delle forze sulla colonna vertebrale e sulle articolazioni. Questo consente di intervenire in fase progettuale, modificando postazioni e procedure prima ancora che l’attività venga svolta, con un impatto concreto sulla riduzione del rischio di patologie croniche.
Un ulteriore passo avanti è rappresentato dall’intelligenza artificiale.
Gli algoritmi di machine learning analizzano grandi quantità di dati raccolti dai sensori e dai software di gestione, individuando schemi ricorrenti e segnali di rischio potenziale. La valutazione non è più un momento statico, ma un processo dinamico e continuo, capace di adattarsi alle caratteristiche dell’ambiente di lavoro e di anticipare eventuali criticità.
L’integrazione di queste tecnologie non si limita a garantire la conformità normativa. Essa consente alle aziende di passare da una logica reattiva, basata sull’intervento dopo l’evento, a una gestione proattiva e personalizzata del rischio MMC. Identificare tempestivamente le situazioni critiche, adattare le postazioni di lavoro e pianificare interventi mirati significa ridurre infortuni, assenze e costi indiretti, migliorando al tempo stesso la produttività e il benessere dei lavoratori.
La valutazione del rischio MMC sta quindi vivendo una vera trasformazione. L’innovazione tecnologica, se integrata correttamente nel sistema di prevenzione aziendale, rappresenta un’opportunità per rendere la sicurezza più efficace, misurabile e strategica. Non si tratta solo di rispettare la legge, ma di investire in strumenti che tutelano il capitale umano e rafforzano la competitività dell’impresa in un contesto sempre più attento alla sostenibilità e alla responsabilità sociale.
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