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Ago 10
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Ingest, ogni rischio previsto per l”Offschore Classe 3D

INGEST ha giocato d’anticipo. Settimane di lavoro prima che i catamarani toccassero l’acqua, per garantire la sicurezza della prima tappa stagionale del Campionato Mondiale UIM Offshore Classe 3D, andata in scena a giugno a Rodi Garganico, in Puglia. L’Area Sicurezza dell’azienda ha curato l’intero impianto di safety, a terra e in acqua, per l’intera manifestazione. Un lavoro che ha riguardato l’analisi degli scenari di rischio, il dimensionamento del dispositivo di soccorso, l’individuazione delle dotazioni necessarie, la definizione delle procedure di coordinamento operativo tra i diversi soggetti coinvolti e la pianificazione delle risorse per l’intera durata dell’evento, comprese le iniziative collaterali.
A guidare l’intervento è stato l’ing. Rocco Luigi Sassone, CEO e Risk Manager di INGEST, che chi scrive ha affiancato anche nell’esecuzione operativa in campo. Tra le attività condotte, una sessione di prova immersiva curata dai Bergamo Scuba Angels, pensata per verificare con i piloti, in condizioni controllate, la corretta procedura di uscita dalla cabina di pilotaggio in caso di incidente con ribaltamento del mezzo. Un esercizio che restituisce concretamente il senso del lavoro di prevenzione svolto a monte, quello di trasformare una procedura scritta in un gesto padroneggiato e immediato nel momento dell’emergenza.
Un lavoro che in questo tipo di competizioni assume un peso particolare, per via delle velocità raggiunte dalle imbarcazioni, della variabilità delle condizioni meteomarine e della complessità propria degli interventi di soccorso in ambiente acquatico. Eventi che concentrano un pubblico numeroso, attività sportive e iniziative collaterali che si svolgono in contemporanea, e soprattutto l’impiego di mezzi ad alte prestazioni, richiedono un’analisi preventiva dei rischi e un sistema integrato di misure organizzative, preventive e di soccorso, costruito per garantire un livello di tutela adeguato ad atleti, lavoratori, spettatori e operatori. Sotto il profilo normativo la progettazione della sicurezza è parte integrante dell’organizzazione dell’evento e trova fondamento nei principi generali di tutela della salute, protezione civile e pianificazione dell’emergenza, con una valutazione preventiva degli scenari incidentali ragionevolmente prevedibili e un dimensionamento delle risorse operative capace di assicurare una risposta tempestiva in caso di necessità.
La manifestazione che ha fatto da cornice a questo lavoro è la prima tappa stagionale del Campionato Mondiale UIM Offshore Classe 3D, appuntamento che apre il calendario 2026 della disciplina e che conferma l’evoluzione tecnica e organizzativa di una categoria nella quale prestazioni sportive, innovazione e sicurezza procedono di pari passo. In gara si sono confrontati campioni affermati e giovani talenti del circuito internazionale, in prove segnate da alta velocità, condizioni meteomarine mutevoli e una componente fisica non secondaria, elementi che continuano a rendere la Classe 3D una delle massime espressioni della motonautica offshore, la cosiddetta Formula 1 del mare.
L’edizione pugliese ha portato con sé anche un elemento di novità destinato a incidere sul futuro della disciplina, il debutto della categoria Green Class, che ha affiancato le imbarcazioni della Classe 3D introducendo un modello di sviluppo orientato alla sostenibilità ambientale senza rinunciare agli standard prestazionali richiesti dalle competizioni internazionali. L’innovazione tecnica più rilevante riguarda l’adozione di propulsori a quattro tempi, soluzione che consente di ridurre consumi specifici, emissioni inquinanti e impatto acustico mantenendo livelli di affidabilità adeguati al contesto agonistico, in linea con il percorso di transizione tecnologica promosso dagli organismi sportivi internazionali, chiamati a coniugare sviluppo dell’attività agonistica e tutela dell’ambiente marino. Una transizione che, proprio per l’introduzione di mezzi e configurazioni ancora nuove al banco di prova agonistico, rende la pianificazione della sicurezza un requisito che accompagna l’innovazione fin dalla sua fase di debutto, non un adempimento successivo.
Sul piano sportivo, la tappa di Rodi Garganico ha incoronato l’equipaggio italo-francese della D96 Foresti&Suardi, composto da François Pinelli e Saul Bubacco, davanti a Gasbeton D10 di Andrea Bacchi e Giovanni Carpitella e a Tessilmare D6 di Giampaolo Montavoci e Francis Notaschaele. Nel Campionato Italiano Offshore 5000 si è imposto l’equipaggio formato da Saul Bubacco, François Pinelli e Davide Ficotto, mentre nella neonata Green Class il primo titolo stagionale è andato all’equipaggio composto da Arianna Urlo, Daniele Ascione e Fabio Bertolacci.
L’edizione appena conclusa conferma come la motonautica internazionale stia evolvendo lungo un percorso in cui innovazione tecnologica, sostenibilità ambientale e cultura della sicurezza si tengono insieme come componenti di uno stesso modello organizzativo, un’evoluzione che rafforza il principio per cui la sicurezza resta un requisito strutturale, non accessorio, per lo svolgimento della competizione.

Ing. Giuseppe Di Gennaro
Safety Manager di INGEST