
La distinzione tra AIA e AUA permette di adattare gli adempimenti alle caratteristiche dell’impianto o dell’attività
L’AUA consente alle PMI di accorpare più autorizzazioni ambientali in un solo atto
L’AIA offre un approccio integrato e completo per le attività industriali più impattanti, assicurando una gestione coordinata di emissioni
Gestire e semplificare in conformità
Le autorizzazioni ambientali AUA (Autorizzazione Unica Ambientale) e AIA (Autorizzazione Integrata Ambientale) sono strumenti fondamentali in Italia per regolamentare l’impatto ambientale delle attività produttive. Tuttavia, si applicano a diverse tipologie di impianti e attività: l’AUA è generalmente richiesta per specifici impianti e attività che necessitano di autorizzazioni integrate, mentre l’AIA si concentra su impianti più complessi o ad alto impatto ambientale, garantendo un controllo più approfondito e integrato.
L’AIA (Autorizzazione Integrata Ambientale) è un’autorizzazione che si applica a attività industriali di medie e grandi dimensioni, con l’obiettivo di prevenire e ridurre l’inquinamento in modo integrato. Si concentra su impianti e attività come quelle energetiche, metallurgiche, chimiche e di gestione dei rifiuti, come indicato nell’Allegato VIII del D.Lgs. 152/2006. La finalità principale è garantire che le emissioni in aria, acqua, suolo e la gestione dei rifiuti siano controllate e ridotte al minimo. L’autorità competente può essere la Regione o la Provincia, con competenza statale in alcuni casi, e la validità dell’autorizzazione è di solito di 10 anni, con possibilità di estensione se ci sono sistemi di gestione ambientale certificati (come ISO 14001 o EMAS). Inoltre, l’AIA sostituisce altre autorizzazioni più specifiche, come quelle alle emissioni in atmosfera, scarichi idrici e smaltimento dei rifiuti. Approfondisci
